Visualizzazione post con etichetta ICT. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ICT. Mostra tutti i post

lunedì 18 gennaio 2010

Indagine retributiva Assintel 2009 - i risultati

Riportiamo i tratti salienti dei risultati pubblicati da Assintel, a completamento dei lavori dell'Osservatorio dei Profili Professionali nell'IT 2009.

"La crisi economica nell’IT si fa sentire con intensità diverse nel campo del mercato del lavoro: è pesante, se guardiamo alle tariffe professionali, che crollano fino al 15%. Sembra invece lieve se ci riferiamo alle retribuzioni, che in media crescono quasi del +3%, e all’occupazione, che si attesta ad un +1,2%.

Ma attenzione: gli aumenti sono per lo più dovuti ai rinnovi programmati dei contratti nazionali, mentre il dato occupazionale non rileva le tante aziende cha hanno dovuto chiudere, il taglio alle consulenze, né lo slittamento verso quelle forme di lavoro atipiche che raggiungono quota 14%.

Tariffe professionali in forte flessione: -15% per i capi progetto (538 €/giorno) e –7% per i Programmatori (256 €/giorno). Al palo anche i consulenti (-11,2% per clienti di grandi dimensioni).

Retribuzioni medie in italia, settore ICT

Dirigenti: 77.877 € (con età media di 47 anni),

Quadri: 46.241 (età media di 41 anni),

Impiegati: 25.166 (con età media di 35 anni),

Lavoratori atipici: 26.161 (con età media di 33 anni).

Tra i livelli dirigenziali, le retribuzioni più elevate sono percepite dal Direttore dei Sistemi Informativi (98.194 euro), dall’EDP Manager (93.971 euro) e dal Key Account Manager (90.598 euro), con un livello inferiore del 9% per le aziende IT. Penalizzante anche la ridotta dimensione aziendale: nella piccola impresa i dirigenti guadagnano il 18% in meno rispetto a coloro che operano in grandi aziende.

Tra i Quadri, le retribuzioni medie più elevate sono per il Responsabile Commerciale (54.250 euro), EDP Manager (52.863 euro) e Key Account Manager (52.432 euro). Seguono Responsabile Sistemi Informativi (51.666 euro) e Security Engineer (51.627 euro) e Responsabile Sviluppo Software (51.233 euro).

La Retribuzione Variabile interessa circa il 45% degli individui e incide sulla Retribuzione Base tra il 9% e il 12%. Si nota inoltre una costante differenza media poco superiore ai 2.000 euro lordi a favore dei Quadri che operano nei settori diversi dall’ ICT rispetto agli addetti del settore.

Nel segmento degli Impiegati la figura meglio retribuita è il Key Account Manager (37.040 euro); seguono l’Architect Engineer (36.000 euro), il Project Leader (34.687 euro), il Capo Centro EDP (33.561 euro), l’EDP Manager (33.015 euro) e il Responsabile Sviluppo Software (32.034 euro). L’ampia diffusione di Internet e di competenze legate al Web mantiene invece a livelli piuttosto bassi le retribuzioni dei Web Developer (22.801 euro).

La retribuzione variabile riguarda un terzo di essi e incide per l’8-9% sulla Retribuzione Base. Come per i Quadri, l’appartenenza a un settore “non ICT” è premiante e porta un vantaggio medio ai profili analizzati pari a circa il 5% in più in busta paga."

giovedì 12 febbraio 2009

Ancora già la propensione agli investimenti in innovazione tecnologica


IFIIT Research ha pubblicato l'indice IFIIT di febbraio, ora sceso sotto i 67 punti, il punto più basso dalla sua nascita (settembre 2007). 

L'arretramento è frutto di un diffuso pessimismo sulla natura del periodo congiunturale, contrassegnato da un calo degli ordini e della produzione industriale.

In termini di aree e zone geografiche il panorama risulta pressoché immutato rispetto a quello presentato nel mese scorso, con la Lombardia, il Lazio, la Toscana e l’Emilia Romagna che guidano la classifica delle regioni a maggiore propensione. Da segnalare la ripresa dell’interesse nel Triveneto, soprattutto in alcuni distretti friulani, del vicentino e del bellunese.

Per il rapporto completo IFFIT, qui.

mercoledì 14 gennaio 2009

Stabile ai minimi l'indice IFIIT, con situazioni differenziate per settori industriali e aree geografiche


Riportiamo da CBR Italy (qui, l'articolo completo) il commento all'ultima rilevazione (gennaio) dell'indice IFIIT, cioè l'Indice di Fiducia sugli Investimenti in Innovazione Tecnologica

"Di fronte all’attuale fase recessiva ci sono aziende che hanno cancellato la politica degli investimenti e che – anzi – stanno dismettendo o disinvestendo dalle attuali catene produttive. Ma altre stanno lavorando a progetti per gestire un rilancio organizzativo-produttivo al fine di non trovarsi impreparati quando, tra qualche mese, il ciclo potrebbe mostrare segnali di ripresa. In questo senso si comprende il grande successo di attenzione e di ordini che da mesi investe il comparto dell’automazione elettronica industriale, uno dei pochi settori produttivi italiani che fa registrare il più alto livello di fiducia verso gli investimenti in innovazione tecnologica (75,4 punti).

Oltre al settore industriale dell’automazione e del controllo di processo, altri settori con più elevata propensione agli investimenti in innovazione tecnologica sono la stessa ICT (in particolar modo nel segmento del software) passata da 71,8 a 71,6 punti; la security, anch’essa scesa leggermente, ma che resta ampiamente sopra i valori medi dell’indice complessivo nazionale (passando da 73,5 a 72,9 punti). Le imprese stanno disinvestendo dal comparto della formazione, da quello delle promozioni e dell’advertising, ma nel complesso non si registrano tagli agli investimenti nella customer satisfaction. [...]

In prima fila in questa attività sono alcuni gruppi assicurativi come Zurich e Generali che nel corso del 2009 intendono muoversi alla conquista della clientela europea delusa dalle attività non sempre limpide degli operatori bancari. [...]

Nonostante il calo dei consumi il comparto del commercio, soprattutto nel segmento della grande distribuzione organizzata (Gdo) rivela una marcata accensione dell’interesse verso formule più innovative della supply-chain e dell’intera filiera informativa ad essa legata.  [...]

Dalle indicazioni fornite dagli intervistati, è probabile che nel corso dei prossimi mesi aumentino gli investimenti in software e sistemi di rilevamento e controllo all’interno degli iper e dei supermercati. [...]

A soffrire di più sono invece la pubblica amministrazione e l’edilizia. [...]

Le regioni che mantengono una buona propensione agli investimenti in innovazione tecnologica sono quelle tradizionalmente inclini allo sviluppo dei processi industriali e del terziario. Si annoverano la Lombardia, il Lazio, la Liguria, la Toscana e l’Emilia-Romagna."